| “Tangentopoli,
niente sconti ma attenti ai magistrati 007”
da La Repubblica del 2.10.98
dal nostro inviato
PERUGIA (g.batt.) - “Quando si passano certe curve storiche, allora
si può anche voltare pagina”. Scalfaro parla a una delegazione dell’Associazione
giovani avvocati. E per la prima volta le sue parole sembrano travolgere
la tradizionale prudenza di tante passate esternazioni in materia di politica
giudiziaria.
Voltare pagina? Cosa ha in testa il presidente? Si riferisce alla “normalizzazione”
tante volte auspicata? Pensa alla Commissione parlamentare chiesta da destra?
O cos’altro?
“Il mondo politico e il Parlamento possono anche dire: basta, è
chiuso un periodo che ha avuto delle patologie varie. Ma questo non vuol
dire basta con i processi, se ci sono stati illeciti”. Il che significa
che partiti e parlamentari possono decidere amnistie o indulti, perfino
commissioni d’inchiesta. Senza per questo incrinare il principio di legalità,
quello che spetta alla magistratura continuare a far rispettare. Senza
patologici eccessi.
Spiega ancora il presidente che “chiudere un periodo non significa
dire basta coi processi, se ci sono stati illeciti. Però rientriamo
nella normalità. Facciamo tutti i processi. Ma
soprattutto non vediamo questo rientro nei binari come se la magistratura
fosse stata privata in modo non lecito dei suoi poteri da parte del mondo
politico”. Insomma, spiega ancora Scalfaro ai giovani avvocati che lo ascoltano
a Perugia, Tangentopoli sarà stata anche una “reazione a catena
(a proposito: come mai tanto ritardo?), ma non si può negare che
su tangenti e responsabilità dei politici era necessario un intervento”.
Poi però ci sono state anche le “patologie”. Gli eccessi, che
hanno screditato parte di un lavoro ben fatto. La prima patologia è
stata “l’invasione del giudice”. Inoltre “il passaggio da magistrato a
magistrato-007 non era una conseguenza obbligatoria della riforma del Codice,
ma solo una sua patologia. Perché dalla riforma era uscita fuori
in maniera ineccepibile la terzietà del giudice.
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