Comunicato stampa

Ieri, lunedì 8 febbraio, il Presidente dell’OUA avv. Antonio Leonardi e i componenti della Giunta si sono incontrati con il Ministro di Grazia e Giustizia, on. Diliberto.

Al ministro sono stati esposti i problemi che ad avviso dell’avvocatura vanno affrontati con maggiore urgenza. Problemi di natura politica e questioni più specificamente tecniche su molte delle quali le esigenze poste dall’avvocatura sono state condivise dal Ministro, la cui volontà di intervenire in prima persona per la risoluzione dei problemi più gravi è certamente un fatto importante. Così come lo è la comune volontà di un percorso di concertazione, rispetto al quale è stato chiesto al Ministro di agire con tempestività e concretezza al fine di riunire tutti i soggetti della giustizia per poter discutere finalmente della riforma di un sistema disastrato e superare la logica degli interventi tampone.

- Si è discusso innanzi tutto dell’improrogabile riforma dell’art.513 cpp. Un provvedimento non più differibile come è già stato fatto presente dall’Unione Camere Penali, alle cui iniziative va il sostegno politico dell’OUA. Quel che forse è ancora più grave è che l’empasse verificatasi sul 513 rischia di far saltare una serie di provvedimenti di legge che, sebbene non rappresentino ancora la revisione del sistema che richiediamo, in alcuni casi pongono rimedio a gravissime lacune.
Come quella verificatasi sul fronte delle notifiche dopo la sentenza d’incostituzionalità della Consulta; o quella dovuta alla mancata previsione del divieto per i dipendenti pubblici part-time d’iscriversi all’Albo degli Avvocati. Su quest’ultimo tema, peraltro, l’OUA ha riscontrato una vasta convergenza delle forze politiche che rischia di venire vanificata dallo scontro sul 513. 

-  Analoghi problemi pone la riforma del Giudice Unico. E’ stata ribadita al Ministro la contrarietà dell’OUA all’entrata in vigore del Giudice Unico il 2 giugno, non per un disaccordo sul principio ma proprio perché, in assenza delle imprescindibili riforme d’accompagnamento, di quel principio si realizzerebbe la negazione.
Come è già accaduto per le sezioni Stralcio, di cui è stata chiesta al Ministro una profonda revisione anche alla luce delle capacità deflattive attribuite ad esse e ancora tutte da dimostrare.

-  Ma rispetto al Giudice Unico è stato anche chiesto un ripensamento sull’eccessivo ricorso alla monocraticità. Dall’avvocatura è fortemente sentita l’esigenza di garantire maggiori riserve alla competenza di un organo collegiale, cosa che oltre a non essere in contraddizione con il Giudice Unico renderebbe meno stridenti i contrasti con le sezioni Stralcio e offrirebbe indiscutibilmente maggiori garanzie per la tutela dei diritti dei cittadini.

- Al Ministro sono anche stati fatti presenti i rischi in ordine alla terzietà e indipendenza dell’organo giudicante cui si va incontro con il ricorso massiccio a giudici onorari. L’annuncio di 1000 nuovi giudici ordinari rappresenta un primo passo apprezzabile anche se, come appare ovvio, si tratta di poca cosa di fronte alla cronica carenza di giudici nel nostro paese. 

- Con il Ministro sono state affrontate anche importanti questioni tecniche, come l’esigenza di rinviare il primo termine di scadenza (20 marzo) per le esecuzioni immobiliari e di rivedere complessivamente i termini previsti dalla legge prevedendo anche più pregnanti forme di trasparenza e pubblicità.

Roma, 9 febbraio 1999