L'Assemblea del 12 Settembre 1998

Nella prima giornata in cui l'Assemblea si è riunita a Napoli si è proceduto alla discussione e, quindi, all'approvazione del documento sulla Giustizia Civile e Amministrativa illustrato a Pescara e del quale si è dato ampio risalto nei numeri precedenti di questo Notiziario. 

La discussione è stata introdotta da un'ampia ed esaustiva relazione scritta dal Presidente Leonardi precedentemente riportata per esteso.

Nel corso del dibattito si è sottolineata l'importanza del documento sulla Giustizia Civile e Amministrativa anche e soprattutto in vista della 2^ Conferenza Nazionale dell'Avvocatura che si terrà a Pisa nei giorni dal 4 al 6 Dicembre prossimi ed il cui tema, per l'appunto, è "Le Giustizie Civili in Italia".

Fortunato Cacciatore, Delegato del Distretto di Salerno, ha aperto la serie degli interventi esprimendo un giudizio sostanzialmente positivo sul documento, sottolineandone la sua valenza politica. L'O.U.A., ha precisato, deve dare un messaggio forte alle forze politiche nel senso che l'attuale modo di affrontare le problematiche attinenti al settore civile non è condiviso dall'Avvocatura.

Anche Tommaso Manzo, Delegato di Roma, è favorevole al documento, pur ribadendo che l'unica soluzione ai problemi che affliggono la giustizia civile nel nostro Paese è il reclutamento straordinario dei Magistrati.

Marco Gay di Torino si è fatto portavoce di alcune osservazioni rappresentate da un collega del suo Distretto, Giorgio Piacentino, il quale, in rapida sintesi, ha rilevato come il Giudice, di fatto, assume un ruolo anomalo nel processo civile a tutto discapito della funzione dell'avvocato difensore.

Domenico Pantaleo, Delegato di Milano, ha rilevato una mancanza di collegamento tra il documento prodotto a Pescara e l'esposizione fattane dal Presidente Leonardi nella sua Relazione introduttiva.

Coro Carano di Trieste ha posto l'accento sulla scarsa produttività del Giudice civile rispetto all'aumentata richiesta di giustizia civile. L'aumento dell'organico, ha concluso, potrebbe essere l'unica soluzione.

Carlo Tatarano, Delegato di Lecce, ha proposto di eliminare dalla relazione scritta del Presidente la parte riguardante la non opposizione dell'Avvocatura alla Magistratura onoraria.

Vincenzo Pecorella di Napoli ha condiviso la relazione scritta, nella parte che ci interessa, ponendo l'attenzione sui costi della giustizia civile che hanno, evidentemente, un malcelato intento deflattivo.

Stefano Benedetti, Delegato di Ancona, ha sottolineato come le argomentazioni svolte dal Presidente a proposito delle "tutele differenziate" possano sottintendere una sorta di "riserva di legge".

Non poteva mancare la replica del Presidente Leonardi alla cui relazione i delegati intervenuti hanno fatto spesso riferimento.

La relazione presentata, ha esordito Leonardi, costituisce un documento collegiale della Giunta che si pone in simbiosi con il documento sulla Giustizia Civile e Amministrativa illustrato a Pescara che va inteso come un insieme di "idee e di tecniche processuali" da presentare alla Conferenza di Pisa e sul quale aprire la discussione.

Per quanto riguarda l'accenno alla Magistratura ordinaria, ha proseguito il Presidente, non vi sono difficoltà ad espungerlo, ma sempre lasciando un varco aperto di discussione.

Ha anche ribadito che la giurisdizione, intesa come presupposto essenziale del contratto sociale, deve essere un principio essenziale da salvaguardare.

Ha, infine, proposto che la relazione scritta venisse approvata con la integrazione dell'argomento sui costi della giustizia civile e con la modifica riguardante la Magistratura onoraria.

L'Assemblea ha approvato all'unanimità sia la Relazione scritta e sia il documento sulla Giustizia Civile Amministrativa

La prosecuzione del 13 Settembre 1998

I lavori, proseguiti nella mattinata successiva, sono stati aperti da Silvano Berti, della Giunta Esecutiva, il quale ha illustrato il disegno di legge di riordino della professione forense, elaborato dalla commissione presieduta dal sottosegretario, Antonino Mirone, ed approvato il 6 agosto scorso dal Consiglio dei Ministri, su proposta della Ministro della Giustizia, Giovanni Maria Flick.

Il relatore ha posto in evidenza come il disegno governativo, per i suoi contenuti, confermi le perplessità già sollevate dall'Avvocatura, soprattutto per quanto riguarda il rinvio alla legge quadro per il riordino delle professioni intellettuali ed ai regolamenti da emanarsi ai sensi della legge n. 400/1988.

E' opportuno, ha concluso Berti, apportare degli emendamenti da concertare con il CNF e le associazioni forensi attraverso un dibattito esteso a tutta l'Avvocatura.

Luigi Iossa di Napoli ha aperto la serie degli interventi manifestando le sue perplessità circa il metodo degli emendamenti e ribadendo la necessità che l'Avvocatura si riappropri del suo ruolo di protagonista attraverso la elaborazione di una nuova proposta di riforma.

Lanfranco Frezza, Delegato di Perugia, ha rilevato la impossibilità di incidere sulle problematiche se l'O.U.A., come si evince dal testo del disegno governativo, non ha alcun riconoscimento giuridico. Ha posto l'accento sulle attività extraprocessuali degli avvocati e sull'abolizione dei minimi tariffari.

Stesso giudizio negativo sull'impianto della riforma professionale ha manifestato Giacomo Giannuzzi di Bari il quale ha anche proposto di demandare ai Consigli dell'Ordine la predisposizione dei regolamenti cui fa rinvio il disegno governativo, nonché di conservare la funzione dell'avvocato anche nei sistemi alternativi.

Umberto Cascino di Caltanissetta ha condiviso la via degli emendamenti da concertare con il CNF e con le associazioni professionali.

Alberto Trapani di Milano ha espresso le sue critiche in relazione alla costituzione dei Consigli Distrettuali forensi di disciplina.

Lucio Caprioli di Lecce, Franco Tortorano di Napoli, Giustino Blandi di Palermo e Luigi Majello di Salerno, con varie motivazioni, hanno espresso critiche sul disegno di riforma e, comunque, si sono dichiarati d'accordo sulla opportunità di avviare una discussione aperta a tutta l'Avvocatura.

Pier Enzo Baruffi, Delegato di Brescia, ha sottolineato l'aspetto positivo del referendum sia per quanto riguarda la partecipazione che i risultati.

Sergio Paparo di Firenze ha evidenziato come il disegno governativo, al di là delle sue carenze, sia da considerarsi, comunque, un successo politico del quale bisogna dare atto all'O.U.A.-

Vittorio Fazio di Messina ha proposto, provocatoriamente, di concordare gli emendamenti al testo governativo con l'ANM in quanto, solo in tal modo, gli stessi avranno buone possibilità di essere accolti.

Ha preso, quindi, la parola il Presidente Leonardi che ha proposto di andare ad una "grande assemblea unitaria", aperta a tutte le componenti istituzionali ed associative dell'Avvocatura, attraverso la quale verificare e discutere le posizioni di dissenso, onde avviare un'azione comune nel segno della unitarietà.

Al termine, Silvano Berti ha illustrato il documento sulla riforma dell'ordinamento professionale, riportato di seguito, che è stato approvato all'unanimità dall'Assemblea.

I lavori si sono conclusi con la discussione di una mozione presentata da Marco Gay riguardante le tariffe professionali, approvata all'unanimità dell'Assemblea di cui si dirà appresso. 

(g.d.m.)