IL TESTO DELLA MOZIONE  SULL'ORDINAMENTO PROFESSIONALE

L’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana riunito nell’Assemblea in Napoli il 12/13 settembre 1998 dopo ampia ed approfondita discussione in merito al Disegno di Legge di Riforma della legge professionale forense

ribadisce

le considerazioni ed i rilievi già avanzati nell’Assemblea del 30.31.05. rispetto all’allora progetto ministeriale ed

osserva:
  1. La presentazione di un Disegno di legge sulla professione forense appare di per sé fatto positivo nel momento in cui consente, dopo tanti inutili tentativi, di avviare l’approvazione parlamentare di una riforma ordinamentale non più differibile per l’inadeguatezza degli attuali strumenti legislativi che presiedono e regolano la professione dell’avvocato;
  2. L’approvazione di una nuova legge professionale forense appare ancor più necessaria, nell’ottica della salvaguardia della specificità della professione di avvocato, che non può essere ricompresa in un quadro generale di riforma delle professioni ove non sempre vi sono diritti ed interessi costituzionalmente garantiti. 
Alla luce di quanto sopra
rileva:
  1. Il previsto rinvio alla legge quadro sulle professioni (v.art.1 del Disegno di legge) rischia di vanificare l’operazione di tutela della specificità della professione di Avvocato laddove si lasci la possibilità al Governo di modificare attraverso i previsti decreti delegati la legge professionale forense ove approvata.
  2. Tale preoccupazione appare ancora più forte nel momento in cui si rileva che il disegno di legge non affronta e risolve i principali nodi della professione forense quali il rapporto tra prestazioni giudiziali e stragiudiziali, la costituzione o meno di società professionali tra professionisti o con soci di capitale, le modalità della formazione e dell’accesso, l’iscrizione all’albo dei dipendenti pubblici part-time, la questione della magistratura onoraria, delle iscrizioni di diritto e delle relative incompatibilità.
  3. Il disegno di legge è stato approvato dal Consiglio dei Ministri con modifiche di rilievo rispetto al progetto ministeriale che fanno ancor più ritenere esistente un chiaro progetto politico che porti alla limitazione degli spazi della professione forense con inevitabili ripercussioni sul ruolo dell’Avvocatura nella società. In particolare la indicazione della sola funzione esclusiva della difesa tecnica nel processo rischia di escludere di fatto essenziali prestazioni svolte dagli Avvocati nelle fasi precontenziose o stragiudiziali attraverso un’ opera di informazione, assistenza e consulenza giuridica dagli evidenti effetti deflattivi sul contenzioso.
L’Assemblea, inoltre,
delibera

di dare ulteriore mandato alla Giunta ed al Presidente di iniziare uno stretto rapporto di collaborazione con il CNF e le realtà Associative ed istituzionali del mondo dell’Avvocatura per predisporre insieme emendamenti al disegno di legge tali da salvaguardare specificità, competenze ed esigenze dell’Avvocatura italiana così come indicato nei documenti già approvati dall’attuale Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana.

L’Assemblea OUA, infine, 

invita

tutte le componenti istituzionali ed associative dell’Avvocatura Italiana a comprendere la necessità politica di fornire alle forze parlamentari osservazioni al Disegno di Legge e specifici emendamenti in modo coordinato e unitario, così che gli stessi partiti sentano forte la responsabilità di non disattendere le proposte dell’intera categoria accogliendo le richieste che verranno effettuate soprattutto per garantire il miglior esercizio dei diritti di difesa a garanzia delle libertà dei cittadini.