ANCORA SULLA RIFORMA DELL'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO
E' notoria, e non merita particolare dimostrazione, la constatazione che, oramai da decenni, lo Stato Italiano non assolve compiutamente al precetto civile e costituzionale di garantire ai sui cittadini una giustizia equa ed efficiente.

Tutte le volte, però, che si è tentata una qualche soluzione al problema, abbiamo visto dei provvedimenti tampone, il più delle volte caotici, inconcludenti e, quasi sempre, punitivi per gli avvocati, come se questi fossero i soli ed unici responsabili dal caos giudiziario. 

Anche l'attuale Governo in carica si sta distinguendo in questa opera evidentemente ritenuta meritoria. Infatti, il Ministro Flick, già magistrato ed avvocato, ha imboccato questa strada nel tentativo, a suo avviso probabilmente pragmatico, di dare una svolta almeno parziale alla soluzione del problema. Egli certamente si era reso conto, all'inizio del suo incarico, che molte responsabilità erano da ricercarsi, con le dovute notevoli eccezioni, nell'inefficienza dei magistrati che, negli anni, avevano accumulato una gran quantità di privilegi (ottimi stipendi, doppie ferie, carriera automatica assicurata, inamovibilità, sostanziale mancanza di controlli sulla loro capacità, laboriosità, diligenza ed impegno, sul rispetto dell'obbligo di residenza nella sede dell'ufficio e dell'obbligo di un orario d'ufficio etc.) e, pertanto, iniziò la sua attività in proposito presentando in Senato il disegno di legge governativo del 27 Novembre 1996, n. 1799/S, recante "Norme in materia di funzioni dei magistrati e valutazione della professionalità" e con il quale propose alcune soluzioni, seppur parziali, per stimolare i magistrati ad una maggiore produttività, professionalità ed efficienza. Anche la Sen. Mazzuca Poggiolini presentò in proposito una sua proposta di legge il 12.2.1997 con il n. 2107. Tuttavia ambedue queste proposte di legge dormono in Commissione senza speranza di concreta trattazione.

E' di tutta evidenza che ogni iniziativa nei confronti dei magistrati ha trovato delle remore di una certa importanza per cui è stata, se non abbandonata, quanto meno sospesa a tempo indeterminato. Tali remore è probabile che dipendano dal particolare momento storico in cui l'opposizione di centro-destra sta conducendo nel paese una azione di delegittimazione della magistratura per presunti fini garantistici mentre la maggioranza di centro-sinistra si vede costretta a difendere l'autonomia e l'indipendenza dei giudici, con conseguente stallo di ogni iniziativa in proposito. 

In tali considerazioni, il nostro Ministro ha pensato di risolvere diversamente il problema: in sostanza, dato che lo stesso si è reso conto che non si può fare molto per far rendere di più e meglio i magistrati, sta cercando di togliere loro una buona parte del lavoro istituzionale, sperando che almeno facciano bene quello che rimane, affidando il rimanente ai magistrati onorari da reclutare tra gli avvocati e simili, che tanto ce ne sono molti, non hanno molto da fare e possono farlo anche gratis o quasi.

Ed ecco che il piano comincia a concretizzarsi:

Anzitutto perché utilizzare tanti magistrati per la formazione dei collegi giudicanti quando, il più delle volte, basta un giudice solo ? Ed ecco la riforma del Giudice Unico che prevede anche la nomina di qualche migliaio di giudici onorari.

E poi, perché tenere tutte queste sedi giudiziarie sparpagliate per tutto il territorio nazionale in zone disagiate che molti magistrati non gradiscono ? Ed allora, con la stessa riforma, è stato previsto di toglierne di mezzo una buona metà e così se i cittadini vogliono proprio giustizia dallo Stato (ma forse sarebbe meglio che si rivolgano altrove) che si rechino pure nei capoluoghi, tanto l'automobile oramai ce l'hanno tutti !

E mentre è in corso una tale riforma, sia per impinguare le casse dello Stato sia per scoraggiare i causidici ed i litigiosi, sono state aumentate le imposte di bollo e di registro, mentre quelle catastali ed ipotecarie erano state già aumentate e così, chi proprio vuole fare causa a tutti i costi, può spendere un bel po’ del suo danaro e, se proprio non ne ha a sufficienza, può sempre starsene buono a casa sua a subire possibilmente i torti e le angherie dei più forti. 

E così all'inizio di quest'anno è stato varato il D.L.vo 19.2.1998 n. 51, recante norme in materia di istituzione del Giudice Unico di primo grado, con una nuova regolamentazione dei giudici onorari e che contiene allegate delle tabelle con le nuove sedi giudiziarie e le nuove imposte per gli atti giudiziari.

E per l'arretrato civile, chi ci deve pensare dato che i magistrati ordinari sono così impegnati ? Ma è stato già provveduto in merito con la L. 22.7.1997 n. 276, poiché ci sono sempre i soliti avvocati e simili che, sempre per quattro soldi di compenso, possono andare a formare le cd. "sezioni stralcio" per lo smaltimento dell'arretrato suddetto. Ed ecco in proposito l'ultima finezza: dato che in un primo tempo era stato previsto che gli avvocati da nominare quali giudici per dette sezioni dovessero cancellarsi dall'albo per cui non si era trovato il materiale umano sufficiente, con il nuovo D.L. 21.9.1998 n. 328 è stato prevista solo l'incompatibilità di esercitare nello stesso distretto, però, se qualcuno guadagna di suo oltre cinque milioni lordi al mese, le sue indennità saranno dimezzate. Bisogna favorire chi guadagna poco, anche se probabilmente non sa lavorare; tanto cosa deve fare ? deve giudicare soltanto il prossimo . . . che poi non è così difficile !

Infine, restava da considerare il problema delle esecuzioni immobiliari che tante angustie danno ai magistrati per la loro farraginosità. Un creditore, magari aspetta una sentenza per dieci o vent'anni, e poi pretende anche di eseguirla espropriando i beni del debitore, provocando tanti fastidi. Ed allora, perché non affidare buona parte di questo lavoro (quali le visure ed i certificati ipotecari e catastali, così noiosi da controllare, e le aste pubbliche, così impopolari) ai signori Notai che poverini, essendo già pochi, privilegiati e guadagnando già molto, possono affidare questa attività ai loro collaboratori ? Detto, fatto: con il L. 3.8.1998 n. 302 tutte queste attività sono state delegate ai Notai e se per ipotesi gli avvocati volessero continuare a curare il rilascio e la produzione di detti certificati, sappiano che debbono sbrigarsi perché per loro sono stati previsti dei termini capestro con conseguenti decadenze che non potranno proprio rispettare.

Allora, a fronte di una riforma, possibilmente ritenuta pragmatica ma certamente ingiusta, bisogna proporre con forza una controriforma possibile più equa, portando avanti la proposta di legge sul controllo della professionalità dei magistrati, riducendo le competenze del Giudice Unico, selezionando e compensando adeguatamente i giudici onorari, riducendo tasse ed imposte processuali ed affidando anche agli avvocati il potere di certificazione delle visure ipo-catastali nelle esecuzioni immobiliari. 

Buona parte di tutta questa problematica è stata affrontata dall'Assemblea dell'Organismo Unitario che ha approvato un documento elaborato a Pescara sul tema della riforma dell'Ordinamento Giudiziario ed in cui vengono posti i problemi relativi all'istituzione del Giudice Unico, ai giudici onorari ed alla efficienza della magistratura ordinaria (si veda il numero di questo Notiziario del Maggio 1998). Purtroppo tale documento è rimasto lettera morta in quanto, come si è visto, il Governo non solo non lo ha tenuto in alcuna considerazione ma ha continuato, imperterrito, sulla via intrapresa. Pertanto, anche alla luce delle ultime novità legislative, bisognerebbe rielaborare tale documento per farne uno dei principali punti di riferimento per le prossime istanze della categoria, anche e soprattutto, nell'interesse della giustizia.

Eugenio Amaradio 
Delegato O.U.A. del Foro di Enna