| «Qui
si lavora nei ripostigli»
da Il Mattino del 30.4.99
GENNARO CORVINO
SALERNO Giudici di pace in purgatorio. Sono quattordici. Furono collocati
in stanze ricavate da un complesso edile costruito per uso abitativo. La
loro azione è da sempre inibita dalla precarietà ambientale,
costretti a lavorare due per ogni stanza. E da quando il lavoro è
diventato più intenso, hanno dovuto trovare posto per gli interrogatori
nei ripostigli lungo le scale e nei corridoi.
La loro sede è fatta di sei vani. Anche il vano cucina oggi
è stato adibito ad ufficio. Nel corso delle udienze gli avvocati
sono costretti a scrivere seduti sulle scale. Non ci sono sedie, né
tavoli. La commissione che si recò sul posto per osservare l’impatto
ambientale giudicò i locali inagibili. A tutt’oggi, però,
non si è fatto niente. Il Comune per questo stabile sembra paghi
un fitto di circa cento milioni l’anno.
I numeri
Sono 14 i giudici, 10 i dipendenti dell’ufficio che è diretto
dalla dottoressa Rita Mancino, tre i commessi, tre i dattilografi, tre
gli assistenti giudiziari, uno solo è l’operatore giudiziario. Presso
la sede dei giudici di pace si tengono quattro udienze settimanali ogni
giudici ha un carico di lavoro che oscilla tra i 60 e 70 fascicoli ad udienza.
Nel 1998 sono state emesse 1718 sentenze e 1667 decreti ingiuntivi. Nei
primi quattro mesi del 1999 sono stati iscritti a ruolo 1450 processi.
Le sentenze emesse dall’inizio dell’anno sono state 870.
I decreti ingiuntivi oltre 500. Coordinatore dei giudici di pace è
Salvatore Buonocore di Pagani, che ha sempre chiesto altro spazio per evitare
la precarietà. Di promesse ne sono state fatte. Tutto è rimasto
però come prima. Pare che l’amministrazione comunale abbia di recente
detto di voler destinare alla sede dei giudici di pace cinque locali che
attualmente sono in dotazione alla pretura di Nocera Inferiore il cui stabile
è collegato con la sede dei giudici di pace.
«Speriamo che aver almeno questo che tuttavia non basta - ha
detto il giudice di pace Gianmaria Coscioni - perché non è
più possibile poter lavorare così come siamo messi avendo
occupato tutti gli angoli dello stabile compreso i sotterranei là
dove d’estate si soffoca dal caldo e d’inverno si lavora intirizziti dal
freddo».
I programmi
L’amministrazione comunale tra le realizzazioni previste nel bilancio
di recente approvato ha inserito nel piano triennale delle opere pubbliche
anche il completamento della cittadella giudiziaria. «Ci vorrà
del tempo - dicono i giudici di pace - a noi occorre subito altro spazio
se non si vuole bloccare la nostra attività». Il sindaco Di
Vito ha programmato nella recente riunione per l’approvazione del bilancio
la realizzazione di tutto ciò che attiene alla giustizia. Gli amministratori
nocerini vogliono utilizzare spazi e locali appartenenti all’ex psichiatrico
per completare la sede del tribunale e localizzarvi la pretura, la sede
dei giudici di pace e l’ufficio del Registro.
Così unificati tutti i servizi della giustizia la cittadella
giudiziaria sarebbe completa. Ma il problema è che ci vuole del
tempo. Primo problema da risolvere è dare una nuova sede ai giudici
di pace. La dirigente facente funzione Rita Mancini dice: «Mancano
locali per dare un volto civile all’opera che svolgono i giudici di pace,
manca il personale per poter smaltire la mole di lavoro che aumenta giorno
dopo giorno».
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