Napolitano e Flick, respinta la sfiducia

da Il Corriere della sera del 30.5.98

Dino Martirano 
ROMA - Respinta la doppia mozione di sfiducia individuale contro Napolitano e Flick (310 no e appena 46 sì): col Polo che a sorpresa abbandona l’aula e l’asse Cdu Cdr-Lega che va in frantumi pur avendo invocato a gran voce le dimissioni dei responsabili dell’Interno e della Giustizia dopo la fuga di Gelli e la temporanea latitanza di Cuntrera. Così, mentre il governo sta mettendo a punto un disegno di legge di modifica della custodia cautelare e anche una miniriforma dei servizi di sicurezza, la maggioranza blocca quello che Pietro Folena (Ds) definisce «un goffo tentativo delle opposizioni». Ma l’atteggiamento alla fine rinunciatario del fronte che voleva mandare a casa i due ministri dell’Ulivo induce il presidente Luciano Violante a fare una considerazione: «Se non votano i 63 deputati che hanno presentato la mozione bisogna vedere come regolarsi dopo. È la prima volta che accade, rifletterò sulla vicenda...». 
La doppia mozione di sfiducia respinta dalla Camera non cancella certo i problemi messi in evidenza dal caso Gelli, un libero cittadino condannato in appello e sparito dalla circolazione alla vigilia della decisione della Cassazione, e dalla fuga temporanea di Pasquale Cuntrera, scarcerato per scadenza termini dalla Suprema Corte e poi riacciuffato in Spagna dopo la condanna definitiva a 21 anni. E così Romano Prodi, dopo aver difeso a tutto campo i suoi ministri nell’aula di Montecitorio, parla senza indugi delle «difficoltà della giustizia italiana e degli apparati di sicurezza del nostro Paese ad impedire fughe che destano grave allarme nella comunità». Poi, il presidente del Consiglio annuncia che i tecnici dei due ministeri sono già al lavoro per limare il cosiddetto «piano antifughe»: «Stanno predisponendo interventi di carattere amministrativo per migliorare i rapporti di informazione degli uffici giudiziari tra di loro e con le forze di polizia». Ma Prodi lascia intendere anche che sono allo studio modifiche del codice di procedura penale: «Si sta pensando a interventi pienamente rispettosi della Costituzione. Al giudice può essere infatti richiesta una rivalutazione delle esigenze cautelari nei casi di condanne in secondo grado, fino all’ipotesi di prevedere, nei casi più gravi, che il pericolo di fuga possa sempre essere presunto fino a prova contraria». 
Di più Prodi non dice. Mentre Flick, che attende in Transatlantico l’esito della votazione, ci scherza sopra e ironizza: «Potrei non essere più io il ministro della Giustizia...». Ma poi il Guardasigilli e anche Napolitano fanno capire che «tra qualche giorno» sarà pronto un disegno di legge di modifica degli articoli 304 e 307 del codice di procedura penale: nel primo, che riguarda la sospensione dei termini massimi di custodia cautelare, potrebbe essere introdotto un ulteriore motivo di congelamento; nel secondo, che in caso di pericolo di fuga già prevede il ripristino delle misura cautelare «contestualmente o succesivamente» anche alla sentenza di condanna di primo o secondo grado, potrebbe essere introdotta una tipicizzazione dello stesso pericolo di fuga secondo la gravità dei reati. 
Su altro fronte, sempre sull’onda delle fughe eccellenti, il governo ha messo in cantiere anche una miniriforma dei servizi segreti. «Che cosa avrebbero dovuto fare i servizi per Gelli? Poi si sarebbero trovati imputati in un processo...», fa notare infatti il ministro Napolitano riferendosi al caso degli 007 del Sisde che a Bologna sono stati rinviati a giudizio per avere intercettato senza autorizzazione della magistratura un cittadino spagnolo sospettato di far parte dell’Eta. Il problema infatti esiste. E lo mette in evidenza durante il dibattito Pietro Folena: «Al governo chiediamo un impegno affinchè la riforma dei servizi si possa compiere subito... senza aspettare i tempi della commissione Jucci che pure ha formulato importanti proposte». In altre parole, il responsabile Giustizia della Quercia propone di stralciare dalla «bozza Iucci», presentata alla fine del 1997 dalla commissione guidata dal generale Roberto Iucci, alcuni punti da inserire in un disegno di legge: le garanzie per la copertura degli agenti nel corso di operazioni autorizzate (non punibilità a meno che non si metta in pericolo la vita, la libertà e la salute pubblica); le modalità di reclutamento delle nuove leve; «la costante e reciproca collaborazione» tra Sismi e Sisde che, come stabilito, prenderanno il nome di Aise e Aisi. Per Folena, su questi punti, «c’è già il consenso dei responsabili dei due servizi e del Cesis, e anche Forza Italia è d’accordo».